Recitativo

Siamo eterni tanto quanto mortali,
magnifici quanto inutili, epici e quotidiani.
Padroni del mondo ma non controlliamo
nemmeno le nostre brevi vite,
fatte di passaggi alternativi su strade sterrate
come quando pensi di fare prima
ma poi passi le ore in macchina
attraverso sentieri in mezzo alla campagna.

Mamma ha detto che preferisce le strade principali:
destinazione certa, viaggi organizzati,
ma imbottigliati nel traffico.
A me non dispiace attraversare il nulla, come lo chiama lei.
“Siamo in mezzo al nulla” mi dice, alzando un po’ la voce
e allora la alzo anch’io “guida tu” le dico
e finalmente il silenzio,
perché a me non dispiace attraversare il silenzio,
le strade sterrate che fanno rumore,
meglio dell’assordante rumore di fondo
dell’asfalto caldo delle tangenziali.

Preferisco la musica, in auto, ad alto volume.
Basti che sia un multiplo di cinque che mi urta,
non so perché ma mi urta.
Erica dice che non le ha mai dato fastidio,
ma alza il volume di un paio di tacche,
per farmi piacere.

A volte è bello attraversare il rumore:
rende la strada più simile alla vita.
Sarà che sono abituato alle strade piene di fossi
per l’incuria dell’amministrazione comunale,
ma restare attento, sempre all’erta,
per evitare di far saltare una sospensione
o di far bucare una ruota, mi fa star bene.
Anche se ho il terrore di doverla cambiare.

E non sia mai perché la ruota di scorta non la ho,
proprio come nella vita,
ma non adesso che sono giovane,
adesso che posso sentirmi
meno in trappola nelle decisioni.
Anche se un po’ in trappola mi ci sento,
sapendo che quando sarò grande
sarò in trappola davvero per decisioni
che non ho preso io,
o almeno non il me di quel presente, di questo futuro,
ma quello del mio presente, di questo presente, quel passato,
a cui sarò sempre legato e sempre estraneo,
come lo sono adesso per i migliori ed i peggiori anni
della mia vita.

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